Anche le viti piangono - tradurre l'enologia

È uno dei miei primi ricordi di bimba. La mamma sta togliendo le foglie secche delle piante, presto sarà ora di rinverdire i balconi. L'aiuto anch'io, armata di forbicina azzurra.

Tra le diverse piante che svernano dentro casa, c'è anche una piccola araucaria. "Anche lei ha bisogno di una bella potatura", penso, e con la mia forbice con le punte arrotondate taglio l'estremità di un ramo. Quasi immediatamente una goccia bianca di linfa fuoriesce dalla ferita. La mamma se ne accorge e mi sgrida: "Guarda cos'hai fatto, adesso sta piangendo!". Povera araucaria, amputata e triste.

Come negli essere umani, però, piangere non è sempre sinonimo di dolore. Nella vite, per esempio, con "pianto" si definisce quella fase in cui la linfa fuoriesce dalle ferite della potatura, segnando la ripresa dell'attività radicale dopo il riposo dell'inverno. Un pianto di gioia, dunque, per il ritorno della vita. Sì, d'accordo, suona un po' melodrammatico. Eppure, come illustra egregiamente il manuale di Slow Food "Il piacere del vino", l'enologia e la viticoltura non sono fatte solo di chimica e botanica, ma anche di passione. E quindi, in un certo senso, di poesia.

Ma torniamo al ciclo della vite, miracolo che si ripete nei vigneti anno dopo anno. Dalle tre alle quattro settimane dopo il pianto è il momento del germogliamento con la successiva comparsa delle foglie. Nella fase di vegetazione le foglie crescono e si sviluppano i nuovi tralci, che raggiungono la maturazione in agosto con la lignificazione. Circa due mesi dopo il germogliamento comincia la fioritura della vite. Nel momento in cui dai fiori fecondati si sviluppano gli acini ha inizio l'allegagione: circa il 25% delle inflorescenze si trasforma in grappoli. I grappoli cominciano a crescere e ingrossarsi, finché la buccia degli acini cambia colore: è l'invaiatura, la fase in cui aumentano zuccheri e acido tartarico e si idrolizzano i tannini. Seguono la maturazione e, dopo la vendemmia, la caduta delle foglie per il riposo invernale.

Perché leggo una guida di enologia? Semplice. Tradurre di vini, vitigni e vinificazione è una delle mie specialità. 

 

 

 

 

 

 

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